La cronaca della vista ad Auschwitz di 130 ragazzi delle scuole superiori, insieme al dell’Istruzione Francesco Profumo
Da Cracovia, 17 gennaio 2012
E’ con un applauso sommesso che si conclude il primo giorno dei 130 ragazzi delle scuole superiori in visita ad Auschwitz e a Cracovia con il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Vengono dalla quasi totalità delle regioni italiane e molti di loro hanno partecipato lo scorso anno al concorso “i giovani ricordano la Shoah” indetto dal Ministero dell’Istruzione.
Al termine del viaggio che li ha portati in Polonia e della breve visita, già con il buio ed il freddo, al ghetto ebraico di Cracovia hanno le facce stanche ma le espressione sono restate assorte e, nonostante l’ora tarda, hanno ascoltato con attenzione le voci che si sono alternate nella sala. I giovani riprendono l’incontro con le telecamere, fotografano i protagonisti e i compagni, prendono appunti con tutti i mezzi tecnologici possibili: dalla penna al cellulare.
Tatiana Bucci è stata deportata ad Auschwitz a sei anni da Fiume, Samuel Modiano, ne aveva tredici quando vi è giunto dopo un viaggio di un mese da Rodi. I ragazzi li hanno ascoltati e applauditi con compostezza e misura e loro hanno interrotto il loro racconto al momento dell’ingresso nel campo di sterminio. Il seguito lo racconteranno domani (oggi per chi legge) direttamente sui luoghi dello sterminio e della memoria. Gli interventi di Modiano e Bucci sono stati preceduti dal saluto delle autorità: Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche si è rivolto ai ragazzi con determinazione: “Non sarà piacevole, non è una passeggiata ma sappiate che Auschwitz era un campo di sterminio dove l’obbiettivo ero uccidere e togliere anche la dignità”. “Non voglio però parlare di Auschwitz – ha proseguito Gattegna - come prodotto della follia del nazismo e del fascismo. Parlare di follia sarebbe un’attenuante che non voglio concedere. Ma è necessario che comprendiate anche a costo di soffrire: questo è un viaggio per adulti non per bambini. Né uscirete rattristati ma, speriamo, consapevoli”.
Importante per contenuti e impegno l’intervento del ministro che annuncia l’intenzione di un protocollo d’intesa con l’Unione delle Comunità ebraiche per la formazione dei docenti sulla didattica della Shoah perché “la scuola divenga – spiega Profumo - il luogo civico che noi tutti auspichiamo”. “L’informazione puntuale e circostanziata – dice il ministro in un intervento di grande interesse e ricchezza - è indispensabile innanzi tutto per superare le impressioni generiche acquisite nei modi e attraverso i canali più vari, solitamente estremamente superficiali. La conoscenza documentata serve inoltre a contrastare pregiudizi più o meno consolidati e a evitare che se ne formino di nuovi. Di fronte ad un evento così estremo si deve evitare un sovraccarico di risonanze emozionali che porta inevitabilmente proiettare quegli elementi in una dimensione metastorica”. Altrimenti Auschwitz finisce col significare “tutto e niente” inoltre, prosegue il ministro, non è un affare tra ebrei e nazisti, “al contrario è una tragedia che ha toccato nel profondo una parte fondamentale della nostra società, la minoranza ebraica, determinando l’indifferenza o l’eroica resistenza della popolazione e compromettendo nella responsabilità della persecuzione e delle deportazioni le istituzioni politiche italiane”.
E’ passata mezzanotte quando la giornata del ministro si conclude con un’intervista rilasciata ai ragazzi dell’Istituto Rossellini di Roma che devono realizzare un reportage video sul viaggio, altri studenti si assiepano intorno a Sami Modiano per continuare a porre domande. Domani, per tutti, la sveglia è alle sei.