La Festa di Chanukkà, e il suo ricordo storico delle vittoria dei Maccabei contro il dominio culturale e politico dei Greci, è ricca di significati e di allegorie.
Rappresenta l’affermazione pubblica, attraverso l’accensione dei lumi, anche nelle strade e nelle piazze delle nostre città, della vittoria della speranza ma anche di un modo manifesto di affermare l’ebraismo e i valori della nostra tradizione, dopo secoli di interdizioni, di ghettizzazioni, di genocidi.
Sono traguardi per nulla scontati perché anche nelle moderne società occidentali il germe dell’antisemitismo è vivo e, come avvenuto negli scorsi giorni, si cerca di mettere gli ebrei all’indice di fantomatici lobby di potere, indicandoli come agenti del male assoluto.
Quindi non c’è che da rallegrarsi nel vedere centinaia di persone, fra cui decine di bambini, accorsi a Roma (nonostante un freddo vento di tramontana) in Portico d’Ottavia e in Piazza Barberini per assistere all’accensione dei lumi e per sentire le parole del Rabbino capo rav Riccardo Di Segni e di rav Itzack Hazan shalich del movimento Habbad. Hag sameach a tutti.
(Le foto sono state realizzate da Stefano Meloni)