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Una normale giornata di “pace” in Israele

in: Israele | Pubblicato da: Giacomo Kahn

Un Commento

Solo oggi da Gaza sparati oltre 30 razzi

I giornali di oggi raccontano delle dura reazione israeliana che attraverso alcuni raid ha cercato di colpire gli uomini e di distruggere le postazioni missilistiche che da alcuni giorni lanciano missili sul territorio e sulle città israeliane. Di questo costante bombardamento, attivo ormai da quasi tre giorni, i giornali italiani raccontano poco se non addirittura nulla. Forse perché – per fortuna – le capacità difensive e le strutture di protezione civile dello stato di Israele hanno consentito fino ad ora a limitare i danni.

Ma vivere in queste condizioni, con l’allarme anti aereo che suona ripetutamente e che costringe la gente a correre nei bunker o a rifugiarsi nelle stanze attrezzate, non è facile. Per capire che da Gaza è partita una nuova strategia di terrore volta ad innalzare ulteriormente la tensione, basta un semplice dato: solo oggi, nella mattinata, da Gaza sono stati lanciati 30 razzi contro il sud di Israele, ad Ashdod, ad Eskol e due missili colpito una zona disabitata di Gedera, a soli 40 chilometri da Tel Aviv. Ieri erano stati sparati verso Israele 23 razzi e sabato 47.

Anche se la gran parte dei razzi è stata intercettata dal sistema anti-missile Iron Dome, la situazione è insopportabile. Nessun paese al mondo può accettare una tale azione di guerra e Israele, ha il diritto di reagire militarmente per porre fine a tali lanci.Un razzo è caduto nel Consiglio regionale di Eshkol, provocando danni minori a un edificio. Oggi pomeriggio un portavoce militare ha detto che da stamattina 31 razzi sono esplosi in territorio israeliano e sette sono stati intercettati.

Erano circa tre anni, dall’inverno 2009 quando ebbe corso all’azione militare a Gaza ‘Piombo Fuso’, che non si verificavano così tanti lanci di missili e azioni terroristiche. Nell’ultimo anno si registrano, tra attentati e azioni militari israeliane, oltre un centinaio di morti:

MARZO 2011: il giorno 19 le Brigate Izzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, lanciano una cinquantina di proiettili di mortaio sul territorio israeliano, mettendo fine alla tregua in atto dal 2009; il giorno 26 le principali fazioni palestinesi della Striscia accettano un ritorno alla tregua in cambio della fine delle incursioni israeliane su Gaza; il giorno 27 Israele dispiega per la prima volta il sistema di difesa missilistico “Iron Dome” nel sud del Paese.

APRILE 2011: il giorno 2 l’esercito israeliano uccide tre comandanti militari di Hamas, accusati di pianificare il sequestro di cittadini israeliani nel Sinai: Hamas promette rappresaglie; il giorno7 le Brigate Izzedin al Qassam lanciano un missile anticarro contro un pullman scolastico nel sud di Israele, causando la morte di un allievo; per la prima volta il sistema “Iron Dome” intercetta un razzo sparato dalla Striscia.

AGOSTO 2011: il giorno 18, otto israeliani uccisi in una serie di attacchi nella regione di Eilat, nel sud del Paese, morti anche sette assalitori, per Israele la responsabilità è dei Comitati di Resistenza Popolare (Crp), gruppo estremista palestinese di Gaza; il giorno 19 quindici palestinesi uccisi nelle rappresaglie israeliane, fra cui alcuni comandanti e militanti di gruppi armati; i giorni 18 e21 un centinaio di razzi e proiettili di mortaio lanciati contro il territorio israeliano che provocano un morto; il giorno 21 Hamas annuncia un “accordo informale” per una tregua, a condizione che Israele cessi i raid aerei; il giorno 26: entra in vigore il cessate il fuoco, mettendo fine alle ostilità che hanno causato 27 morti.

OTTOBRE 2011: il 29 e 30 cinque militanti della Jihad Islamica uccisi a Rafah da un raid israeliano; le milizie rispondono con il lancio di razzi: il bilancio è di nove palestinesi e un israeliano uccisi. La tregua viene ristabilita grazie alla mediazione egiziana.

MARZO 2012: il 9 uno dei capi dei Crp, Zuheir al-Qaissi, viene ucciso in un raid aereo israeliano insieme a un secondo militante: era accusato di pianificare un’operazione terroristica “attraverso il Sinai”. Qaissi, come altri cinque già arrestati o uccisi in questi mesi, era fra i detenuti rilasciati in cambio del soldato Gilad Shalit; il 9 e il 12 una serie di incursioni aeree israeliane causa la morte di 21 palestinesi e il ferimento di altri 73, la maggior parte militanti. Oltre 180 razzi vengono lanciati contro il territorio israeliano, 46 dei quali intercettai dal sistema “Iron Dome”.

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